Blog dell'ex consigliere del MoVimento 5 Stelle di Milano Zona 8

Blog dell'ex consigliere di Zona 8 del MoVimento 5 Stelle, Stefano Limido

venerdì 14 luglio 2017

Addio sogni di gloria

"Milano, 13 luglio 2017 – Con 34 voti favorevoli, 4 contrari e nessun astenuto, il Consiglio Comunale ha ratificato l’Accordo di Programma sottoscritto tra Comune di Milano, Regione Lombardia, Ferrovie dello Stato Italiane con Rete Ferroviaria Italiana e FS Sistemi Urbani e Savills Investment Management Sgr (proprietaria di una porzione di area all’interno dello scalo Farini) per la riqualificazione dei sette scali ferroviari dismessi". Apre così l'articolo sul portale del Comune di Milano che annuncia la fine di un sogno per molti cittadini milanesi: quello di avere 7 polmoni verdi dove poter godere dei servizi sociali di cui la Città sente il bisogno.

Con questo AdP si è persa l'occasione di ridisegnare Milano con un tratto verde e uno sguardo lungimirante. Non sono serviti a nulla gli appelli dei vari portatori d'interessi che si sono impegnati in tutti i modi per far cambiare idea al Sindaco ed al suo assessore competente.
Sono persino arrivati a chiedere un udienza pubblica per fare sentire le loro proposte, ma Mr. Expo non ha ritenuto necessario parteciparvi, d'altronde ha cose molto più importanti di cui preoccuparsi (forse per colpa della magistratura che continua ad accanirsi sul suo scorso operato).
In un Palazzo Marino transennato per tenere a distanza chi osava non essere d'accordo coi Signori di Milano, alle 9,30 del mattino di un giorno lavorativo, l'assessore Maran (incaricato dal Sindaco di togliergli questa rottura di palle che dura da mesi) ha concesso a chi voleva dire quale futuro gli sarebbe piaciuto per gli ex scali ferroviari di parlare per 15 minuti. Ovviamente non tutti potevano prendere la parola, solo chi in tre giorni è riuscito a raccogliere 300 firme ha avuto il privilegio di essere sentito. Attenzione! Sentito, che non vuol dire che sia stato ascoltato. Infatti tutto era già pronto per la votazione di ieri sera, non ci sarebbe stato il tempo per modificare niente anche volendo, tant'è che nemmeno i Consiglieri comunali chiamati a ratificare l'accordo hanno ritenuto necessario partecipare all'udienza (eccezioni a parte, ovviamente)
Ed hanno sbagliato a non ascoltare, perché se lo avessero fatto probabilmente qualche dubbio sarebbe sorto in loro e probabilmente avrebbero acconsentito alla richiesta di sospensione per la verifica legale di alcuni punti che è stata presentata durante la seduta del 12/7 in cui si è iniziato il dibattuto sul tema. Richiesta, guarda il caso, presentata da Consiglieri presenti all'udienza pubblica e che forse hanno anche ascoltato quando è stato detto che l'AdP nasce con molti vizi di forma e che se fosse stato ratificato sarebbero piovuti ricorsi in più sedi: TAR, Corte dei Conti e Consiglio europeo tanto per cominciare.
Ma si sa che ascoltare è terribilmente noioso, bisogna anche sapere di cosa ti stanno parlando tra l'altro, e non vorrete mica che l'amministrazione comunale sia aperta alla partecipazione come ci avevano promesso in campagna elettorale?

Comunque la pensiate resta il fatto che se tutto dovesse svolgersi come descritto nel progetto, Milano avrebbe altri 674.460 mq di superficie lorda di pavimento in più, che se non è chiaro vuol dire: nuovo consumo di territorio, aumento della popolazione, incremento di traffico e di emissioni in atmosfera.

A Milano c'è:
  • la più alta concentrazione in Italia di bambini affetti da malattie dell'apparato respiratorio, 
  • ci sono 17,2 metri quadri di verde pro capite contro una media nazionale di 31,1, 
  • negli ultimi 7 anni sono sempre stati superati i limiti dei 35 giorni di sforamento della soglie di quantità di inquinanti presenti nell'aria tollerati dall'UE, 
  • il 30% circa delle nuove costruzioni risulta invenduto, senza contare quelle vecchie vuote da anni,
  • poi metteteci voi qualcos'altro se non vi basta.
Tutto questo sarebbe stato sufficiente per non firmare quell'accordo, ma così non la pensa chi è stato incaricato dal Sindaco ad occuparsi di Urbanistica, Verde e Agricoltura, questo un breve video del Maran pensiero

Questa amministrazione ha perso l'ultima occasione di trasformare Milano in città più vivibile lasciando un segno permanete della propria gestione del territorio; ha svenduto l'ultimo pezzo di suolo libero rimasto nel cuore della città che, se destinato a verde e sociale, avrebbe migliorato la qualità della vita a tutti i residenti, non solo quelli delle zone limitrofe, ed anche ai turisti e pendolari che popolano Milano ogni giorno.

Non temete, per alcuni è solo l'inizio della grande battaglia che porterà alla vittoria del bene comune contro gli interessi di pochi, cerchiamo di aiutarli nell'impresa.

lunedì 13 febbraio 2017

Parole che portino al dialogo e alla comprensione

In occasione dell'incontro patrocinato dal Municipio 8 a cui il Presidente di Municipio Simone Zambelli era presente in qualità di relatore, ho fatto una chiacchierata con Gabriele Nissim: giornalista, saggista e storico italiano ma soprattutto presidente di Gariwo  acronimo di Gardens of the Righteous Worldwide, che ricerca in tutto il mondo i Giusti di tutti i genocidi e dedica loro un albero che viene piantato nei Giardini dei Giusti in diverse parti del mondo.
Il Giardino di Milano è nato nel 2003 nel parco del Monte Stella e nel 2008 si è costituita l’Associazione per il Giardino dei Giusti - formata da Comune di Milano, Gariwo e UCEI - che ne cura le attività.


Nel 2014 Gabriele Nissim, in qualità di vicepresidente dell'Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano, inoltra al Settore Verde e Agricoltura del Comune di Milano richiesta di concessione in uso a titolo gratuito per 10 anni di un'area di proprietà del Comune di Milano all'interno del Parco Monte Stella, "per la realizzazione di una struttura a perenne ricordo", "con l'assenso alla realizzazione di opere strutturali". Di questo progetto, che ha vissuto e tutt'oggi ancora vive una storia difficile, volevo chiedere aggiornamenti ai diretti interessati per sapere a che punto si è arrivati e se ci sarà una rapida risoluzione delle questioni, anche giudiziarie, che si sono aperte in seguito alla presentazione del progetto in Consiglio di Zona nel 2015.
Zambelli è stato molto accorto forse per non riaccendere la polemica interna alla maggioranza dell'allora Consiglio di Zona 8 di cui era Presidente. Si è limitato a dire che rimane in attesa del pronunciamento del TAR della Lombardia a cui hanno ricorso molti cittadini aderenti ad Associazioni e comitati, fra cui quello caldamente sostenuto dall'attuale Assessore al Verde Pubblico, Ambiente, Mobilità, Arredo Urbano, Attività Commerciali e Artigianato, Servizi Civici del Municipio 8, già consigliere di maggioranza all'epoca dei fatti.

Nissim è stato più generoso in termini di tempo. Ribadendo il bisogno di una struttura per permettere che il giardino continui nella sua funzione di luogo della memoria, che sia benvoluto dai cittadini e diventi una struttura sempre più importante. Non potendo più piantare alberi nell'area assegnatagli, l'Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano ha bisogno di una struttura su cui apporre delle targhe di commemorazione dei nuovi giusti. "Abbiamo pensato di trovare delle soluzioni per venire incontro alle richieste dei cittadini che si sono opposti al progetto, anche se non ci saranno grosse modifiche ma solo perfezionamenti", ha spiegato Nissim, "Il grande problema è che bisogna rendersi conto del ruolo del Giardino, come luogo di incontro delle scolaresche, di educazione e quindi bisogna trovare una soluzione rispetto all'impossibilità di nuove piantumazioni".
Se ci fosse stata una minore contrapposizione frontale e una maggiore condivisione in fase di progettazione secondo Nissim sarebbe stato molto più semplice, come dargli torto? Ho sentito le stesse obiezioni nelle commissioni di Zona e durante gli incontri a Palazzo Marino, solo che venivano dalla parte opposta del tavolo a cui erano sedute le due parti.
"Io penso che tutto si possa recuperare, sono contro la cultura della contrapposizione e dell'odio" queste le parole di Nissim.
Io le ho interpretate come un'apertura verso una nuova progettazione del Giardino dei Giusti, ma mi ha detto che si vedrà, prima sentiremo cosa dirà il TAR. Ci tiene a sottolineare che centinaia di giovani che vengono con i loro insegnanti da tutta Italia ora si ritrovano nel fango. Hanno bisogno di una agorà (arena) dove confrontarsi, discutere, presentare le loro ricerche sui giusti.

Per conoscere il destino del "nuovo Giardino" non ci resta che aspettare il parere del TAR e gli sviluppi dell'esposto che Il Movimento 5 Stelle in data 26.10.2015 ha presentato alla Procura della Repubblica di Milano allo scopo di salvaguardare l'integrità del Parco Monte Stella, bene pubblico di alto valore paesaggistico, architettonico, storico e civile, che verrebbe irrimediabilmente compromesso da scavi, costruzioni e impianti necessari per la realizzazione del progetto di ampliamento del Giardino dei Giusti.

Qui potete ascoltare la registrazione audio del 10/2 anche se la qualità lascia a desiderare. Inizia con Zambelli e dal min. 1,30 Nissim
Questo il post del 29 /9/2015 senpre sull'argomento.

lunedì 6 febbraio 2017

Una Lingua che Entra in Zona

Dopo 16 giorni consecutivi in cui si sono sorpassati i limiti di concentrazione di polveri sottili nell'aria della Città Metropolitana di Milano è arrivata la pioggia che li ha abbassati notevolmente. Onde evitare di incorrere in sanzioni da parte dell'Unione europea però bisogna che vengano messe in atto misure strutturarli per ridurre le emissioni, e il Comune di Milano ha pensato a una "LEZ – Low Emission Zone: ZTL a tutela della qualità della vita dei centri abitati, regolata da telecamere".
Così è cominciato l'iter procedurale che porterà all'approvazione  del provvedimento. In Municipio 8 è venuto l'assessore a presentare la proposta, su cui non voglio commentare riguardo l'efficacia dato che interessa solo il 26,9% del parco veicolare di Milano.
Sono rimasto colpito dalla particolare forma del perimetro che gli si è voluto dare, allora sono andato a vedere come mai ci sia quella specie di "lingua" che penetra nella nostra zona quasi fino al centro creando una zona franca in cui non esiste nessun tipo di limitazione alla circolazione e sapete dove va a finire?


Per chi non conosce la zona siamo al Portello, per l'esattezza in piazza Gino Valle (dove ci sono le tre "vele" di cui una è Casa Milan), appena prima dei padiglioni 1 e 2 della Fiera di cui avrete sicuramente sentito parlare per il travagliato progetto di "riqualificazione" che ha visto protagonista Lady BB che ha presentato il progetto del nuovo stadio del Milan, a cui dopo dopo la rinuncia di Berlusconi è subentrato Vitali con Milano Alta. Un progetto quest'ultimo che si è completamente trasformato da quando è stato presentato a quando si è cominciato a fare sul serio. Prima si proponeva il recupero della struttura esistente poi, invece, la completa demolizione e la realizzazione di 5 nuovi edifici, comunque non è questo il tema (o no?).

Tornando alla questione della "lingua", nella relazione tecnica dell'AMAT al punto 2.1.1 pagina 8 si legge che "il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha specificatamente richiesto la modifica della posizione del varco di via De Gasperi" e conseguentemente si è dovuto ridisegnare il perimetro tenendo "inoltre conto dell'imminente apertura alla circolazione del tunnel Gattamelata" (quello che si vede tratteggiato in rosso nella tavola)
Tutto chiaro se non fosse che dell'apertura del tunnel l'assessore durante la commissione non ha saputo dare una conferma, ma a prescindere dal tunnel quale sarebbe il motivo per cui gli autotreni superiori a 12 metri di lunghezza possano arrivare fino in fiera, e con loro tutti gli automezzi maggiormente inquinanti a cui il provvedimento di limitazione della circolazione è esteso, non sono riusciti a spiegarlo
Semplice - direte voi - lo ha richiesto il Ministero!
Anche io l'ho pensato e mi sono chiesto come mai il Ministero fosse così interessato ad un'opera relativamente modesta, se non fosse per la durata del cantiere (i lavori sono cominciati nel 2006) ed il costo spropositato (115 milions per circa 1600 metri di cui 970 di galleria), invece il tunnel non lo considerano proprio, per loro ovviamente non è interessante tant'è che la nota ministeriale a cui fa riferimento AMAT non lo menziona proprio.


Quindi non è come dite voi! E allora?
Come mai AMAT, dovendo ammettere che il varco non va bene dove lo aveva previsto, decide di spostarlo in quel punto costringendo gli autotreni che eventualmente dovessero entrare per sbaglio a Milano ad un inversione a u su via Vigliani che non è esattamente un'autostrada? Cui prodest?

È strano come una parte dell'amministrazione pubblica sia così interessata a portare il traffico privato proprio in quel punto. Ci ha messo del suo anche il Municipio 8 con la delibera n°41 del 22/12/2016 (vista la data si potrebbe pensare ad un regalo di Natale per qualcuno) in cui delibera "l'utilizzo del tunnel ad uso esclusivo dei parcheggi".
Anche se l'oggetto era il parere sul progetto di riqualificazione dei padiglioni 1 e 2 della Fiera e non riguardava direttamente il tunnel Gattamelata, ci hanno tenuto a precisare che un'opera pubblica venisse destinata ad uso "esclusivo" di un privato.
"Con la sottoscrizione dell'Accordo di Programma del 22 dicembre 2003, tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed il Comune di Milano, si è dato seguito all'iniziativa avviata dal precedente Accordo del 2000, per finanziare l'opera infrastrutturale del "Progetto Portello, Tunnel De Gasperi - Gattamelata", per un importo complessivo del progetto pari a €106.000.000, di cui € 24.000.000 stanziati dal Ministero attraverso i fondi di cui all'art. 80, comma 30, della legge 27 dicembre 2002, n. 389 (finanziaria 2003)....insieme agli altri fondi impegnati dalla Regione Lombardia ( € 12.912.000 ) e dal Comune di Milano (€ 69.588.000)" http://www.mit.gov.it/progetti/progetto-portello-tunnel-de-gasperi-gattamelata

Ma torniamo alla "lingua". Nell'ultima commissione municipale che ha trattato LEZ il Febbraio, nonostante il Consiglio avesse già deliberato a favore (delibera n° 4 del 26/1/2017), il Presidente si è dichiarato disponibile ad accogliere la proposta di modifica del perimetro che abbiamo suggerito: cioè di spostare il varco in questione in modo da permettere l'accesso delle auto sino al parcheggio di interscambio Lampugnano dove sono presenti 1830 posti auto, ma finché non vedo non credo.

Oggi ci sarà una nuova seduta di commissione municipale dedicata al tunnel Gattamelata e vedremo cosa dirà l'Assessore Granelli su una questione che ha attraversato tante amministrazioni, a partire da quella di Albertini che fu sindaco dal 1997 al 2006.